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		<title>UnicasOnCast</title>
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		<description>Questo è il canale podcast dell&#039;Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Il canale viene utilizzato per distribuire interviste, testimonianze, lezioni e quant&#039;altro possa essere di interesse per la nostra comunità... e non solo!</description>
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			<title>UnicasOnCast</title>
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			<title>Oltre le Mura. In dialogo con le nuove generazioni</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Seconda Puntata  della rubrica radiofonica Oltre le Mura. In dialogo con le nuove generazioni]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Seconda puntata. Si parlerà dello sciopero indetto dai docenti in risposta alla questione tra Israele e Palestina. ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Seconda Puntata  della rubrica radiofonica Oltre le Mura. In dialogo con le nuove generazioni]]></itunes:summary>
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			<author>s.digennaro@unicas.it (Simone Digennaro)</author>
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			<itunes:keywords>educazione, nuove generazioni, scuola, modernità, sciopero</itunes:keywords>
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			<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 18:46:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Oltre le mura. Seconda Stagione - Prima Puntata</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Prima puntata della rubrica radiofonica Oltre le Mura. In dialogo con le nuove generazioni]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Inizia la nuova stagione della rubrica Radiofonica Oltre le Mura. In dialogo con le nuove generazioni. Affrontiamo i grandi temi educativi attraverso il dialogo e l'approfondimento. ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Prima puntata della rubrica radiofonica Oltre le Mura. In dialogo con le nuove generazioni]]></itunes:summary>
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			<author>s.digennaro@unicas.it (Simone Digennaro)</author>
			<itunes:author>Simone Digennaro</itunes:author>
			<itunes:keywords>educazione, nuove generazioni, dialogo, genitori, scuola</itunes:keywords>
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			<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 03:09:00 +0000</pubDate>
			
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			<title>1946: il voto delle donne</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Giovedì 4 aprile 2024. Il 22 febbraio è stata presentata al Parlamento europeo la Mostra '1946: il voto delle donne', attualmente esposta presso il Campus Folcara.]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Il 22 febbraio è stata presentata al Parlamento europeo la Mostra '1946: il voto delle donne', attualmente esposta presso il Campus Folcara.
Unicas ha realizzato il catalogo digitale della Mostra e un video destinato alla divulgazione nelle scuole.
Ne parliamo con l'on. Camilla Laureti]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Giovedì 4 aprile 2024. Il 22 febbraio è stata presentata al Parlamento europeo la Mostra '1946: il voto delle donne', attualmente esposta presso il Campus Folcara.]]></itunes:summary>
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			<author>r.vinciguerra@unicas.it (Roberta Vinciguerra)</author>
			<itunes:author>Roberta Vinciguerra</itunes:author>
			<itunes:keywords>Voto, Donne</itunes:keywords>
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			<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 03:42:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Conversazione con Martina Maria Di Branco e la Tesi di Laurea Magistrale su L’importanza dell’insegnamento di una storia dei generi nella scuola </title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[La conversazione illustra i passaggi fondamentali della tesi che considera necessario l’ammodernamento della manualistica di base.]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[La Tesi magistrale di Martina Maria Di Branco in Pensiero politico e questione femminile, su: L’importanza dell’insegnamento di una storia dei generi nella scuola, è stata discussa all’Università di Cassino e Lazio Meridionale nel 2020-2021; la conversazione si è soffermata sui momenti più salienti del tormentato percorso dell’istruzione femminile, dalla nascita della questione femminile nel XVII secolo, ai secoli successivi fino al diritto post-unitario. L’Autrice considera il rapporto donne e scuola nella storia della Repubblica come la rivoluzione più lunga, iniziatrice di un percorso di libertà. Dal neofemminismo degli anni Settanta un grande ruolo è stato rivestito dall’innovazione del linguaggio per il riconoscimento e rimozione degli stereotipi di genere. L’Autrice disegna anche statisticamente la presenza femminile nei diversi ruoli negli Atenei italiani e dedica un intero capitolo ai manuali di storia correnti, per un esame comparativo in merito ai contenuti e alle integrazioni nel caso fossero state apportate. Necessaria sarebbe anche la distinzione nell’insegnamento e nella manualistica delle differenze che intercorrono fra i cosiddetti gender’s studies e fra women’s studies e men’s studies; questi ultimi benché più ridotti rispetto ai primi sono praticati da chi intende approfondire gli stereotipi legati ad una mentalità maschile consolidata nei millenni.  ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[La conversazione illustra i passaggi fondamentali della tesi che considera necessario l’ammodernamento della manualistica di base.]]></itunes:summary>
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			<author>f.taricone@unicas.it (Fiorenza Taricone)</author>
			<itunes:author>Fiorenza Taricone</itunes:author>
			<itunes:keywords>Formazione, Questione femminile, Pedagogia di genere</itunes:keywords>
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			<pubDate>Tue, 20 Feb 2024 05:22:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Identità genetica e genitorialità nell&#039;era delle tecniche procreative</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Serie podcast dedicata ai Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale #PRIN,  il principale strumento utilizzato dal Ministero dell'Università e della Ricerca per finanziare la ricerca di base e applicata in Italia. #Unicas ne ha attivi ben 58.]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[L’evoluzione delle nuove tecniche procreative ha condotto progressivamente ad attribuire nuovi significati ai concetti di discendenza, filiazione, stato di figlio, genitorialità. Ormai comunemente si discorre di “genitore sociale”, di “genitore intenzionale”, oltre che di “genitore biologico”. Ciò nonostante, oggi si avverte uno iato profondo tra quelle che sono le ambizioni della scienza – il ‘possibile’ in campo medico-riproduttivo – e le regole imposte dal diritto, le quali appaiono non sempre in grado di fornire risposte adeguate a quelle che sono le complesse questioni legate al rapporto tra filiazione e tecniche riproduttive. Al contempo, si registra una tendenza a difendere modelli culturali consolidati, a difendere un modello di famiglia e di genitorialità che potremmo definire ‘tradizionale’. Da qui l’idea di creare un gruppo di lavoro che coinvolgesse non soltanto giuristi – nella specie privatisti – ma anche genetisti, specialisti della riproduzione, sociologi. Si intende analizzare e confrontare ciò che è concretamente possibile in una società globalizzata e secondo gli approdi più recenti della scienza, con le implicazioni giuridiche e sociologiche che inevitabilmente ne discendono. ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Serie podcast dedicata ai Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale #PRIN,  il principale strumento utilizzato dal Ministero dell'Università e della Ricerca per finanziare la ricerca di base e applicata in Italia. #Unicas ne ha attivi ben 58.]]></itunes:summary>
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			<author>immacolata.prisco@unicas.it (Immacolata Prisco)</author>
			<itunes:author>Immacolata Prisco</itunes:author>
			<itunes:keywords>Diritto, Genitorialità</itunes:keywords>
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			<pubDate>Thu, 04 Jan 2024 15:34:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Conversazione con Maria Laura Bartoli, Tesi magistrale dal titolo Le poche feroci. Violenza politica, emancipazione femminile e parità di genere negli anni di piombo, anno accademico 2020-2021, Pensiero politico e questione femminile.</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[La conversazione s’incentra sull’analisi del significato di un terrorismo femminile, sulle sue connotazioni principali, servendosi anche di interviste inedite. ]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[La Tesi della dottoressa Bartoli evidentemente ha una sua originalità, poiché non è certo frequente analizzare la componente di genere nel terrorismo italiano degli anni ’70 del Novecento. Si parla infatti solitamente di terrorismo o di terroristi, riferendosi solo alla componente maschile. Il ruolo rivestito dalle donne non si adatta affatto agli stereotipi femminili, legati all’obbedienza, alla sottomissione, alla dolcezza, alla cura, ma la Bartoli precisa che il suo interesse è nato dal corso di Pensiero politico e questione femminile e dall’interesse per la politica in genere. Quello che l’ha colpita particolarmente è stata l’autonoma decisione femminile di farne parte, una scelta ideologica, e autodeterminata. Ha intervistato coloro che si sono dichiarate disponibili, mentre per qualcuna tuttora detenuta non è stato possibile avere un colloquio. La Bartoli ha sottolineato lo scontro terminologico con il rifiuto da parte loro del termine terroriste, poiché la loro convinzione era che il vero terrorismo fosse quello nero, negando anche l’esistenza di una autonoma questione femminile; la lotta di liberazione delle classi subalterne per loro ingloba la liberazione femminile. Interessante il punto di vista dell’unico ex brigatista intervistato, nome di battaglia Sergio, che ha rimarcato la parità di genere all’interno dei nuclei terroristi. La posizione unanime è che la loro fosse una lotta di liberazione dal capitalismo che oggi registra comunque una vittoria.  ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[La conversazione s’incentra sull’analisi del significato di un terrorismo femminile, sulle sue connotazioni principali, servendosi anche di interviste inedite. ]]></itunes:summary>
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			<author>f.taricone@unicas.it (Fiorenza Taricone)</author>
			<itunes:author>Fiorenza Taricone</itunes:author>
			<itunes:keywords>Lotta Armata, Terrorismo, Capitalismo, Femminismo, Diritti, Uguaglianza, Differenza</itunes:keywords>
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			<pubDate>Tue, 26 Dec 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
			
		</item>

    <item>
			<title>Conversazione con Antonella Scagliola, Tesi magistrale in Movimento femminista e diritti. Differenza sessuale, uguaglianza, androginia, anno accademico 2019-2020, Pensiero politico e questione femminile.</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[La conversazione s’incentra sui concetti chiave dei movimenti femministi dall’Ottocento a oggi, italiani e internazionali; per l’Italia si analizza in modo particolare il gruppo delle Nemesiache.  ]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[La Tesi della dottoressa Scagliola analizza i movimenti emancipazionisti e femministi italiani e stranieri nell’arco di più di due secoli, con una notevole capacità di sintesi. La parte fondamentale della tesi, che diventa in parte anche sperimentale, è il lavoro di ricerca sulle Nemesiache, napoletano, fondato dall’artista Lina Mangiacapre; l’Autrice sottolinea come sia stata difficoltosa la ricerca di materiale inedito e come esponenti del femminismo di allora siano state fondamentali per poter proseguire e ultimare il lavoro. Lina Mangiacapre, filosofa, è stata un’artista completa, che si è occupata di cinema, musica e danza. La sua ricerca originaria ha riguardato tutto ciò che esisteva prima del mito, cioè la comunicazione affidata al corpo. Tutto è stato rielaborato in questa chiave, anche le cosiddette psico favole. Per le Nemesiache, solo l’arte portava fuori dalla bruttezza del mondo, e il concetto di androginia stava a significare un essere integro, sempre mutante e libero nelle sue scelte. L’androginia oggi si lega molto a temi di attualità come il gender fluid, e LGBTQ Plus, ma mentre queste categorie oggi sono divisive, l’androginia per le Nemesiache era un appello alla libertà.]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[La conversazione s’incentra sui concetti chiave dei movimenti femministi dall’Ottocento a oggi, italiani e internazionali; per l’Italia si analizza in modo particolare il gruppo delle Nemesiache.  ]]></itunes:summary>
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			<author>f.taricone@unicas.it (Fiorenza Taricone)</author>
			<itunes:author>Fiorenza Taricone</itunes:author>
			<itunes:keywords>Femminismo, Diritti, Uguaglianza, Differenza, Androginia, Arte</itunes:keywords>
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			<pubDate>Tue, 26 Dec 2023 05:28:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Conversazione con Pamela Paolini, Tesi magistrale Mutilazioni genitali femminili. La percezione sociale del fenomeno nel contesto italiano, anno accademico 2018-2019, Pensiero politico e questione femminile.</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[La conversazione s’incentra sulla pratica mondiale delle mutilazioni genitali femminili, acronimo MGF, sul Samifo, Centro salute per Migranti forzati e su un censimento condotto da Pamela Paolini.  ]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[La Tesi della dottoressa Paolini ha analizzato in apertura per varie tipologie di mutilazioni, dall’infibulazione, all’escissione, alla cosiddetta faraonica che le ricomprende entrambe. Le conseguenze sono drammatiche anche per la precoce età cui ragazze, in realtà bambine, vengono sottoposte a queste pratiche. La prima notte di nozze implica una scucitura, così come i successivi parti. Le infezioni sono numerose, il ciclo mestruale ne risente, la vita sessuale viene in effetti amputata. Pamela Paolini precisa come una gran parte del mondo sia coinvolta in queste tipologie di pratiche invasive del corpo femminile e anche le comunità che risiedono in Italia la praticano illegittimamente, oppure portano le figlie all’estero per renderle ‘normali’ e socialmente accettate. Al Samifo di Roma la Paolino ha intervistato un’ostetrica, una ginecologa e una mediatrice culturale. L’indagine conoscitiva su un campione eterogeneo ha evidenziato come delle mutilazioni genitali femminili si avesse un’idea anche se vaga, mentre utilizzando l’acronimo MGF prevaleva la non conoscenza del fenomeno stesso.]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[La conversazione s’incentra sulla pratica mondiale delle mutilazioni genitali femminili, acronimo MGF, sul Samifo, Centro salute per Migranti forzati e su un censimento condotto da Pamela Paolini.  ]]></itunes:summary>
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			<author>f.taricone@unicas.it (Fiorenza Taricone)</author>
			<itunes:author>Fiorenza Taricone</itunes:author>
			<itunes:keywords>Mutilazioni genitali, Tipologie MGF, Percezione sociale, Testimonianze dirette, Paese delle Donne</itunes:keywords>
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			<pubDate>Tue, 26 Dec 2023 05:27:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Conversazione con Anna Tari, per la tesi magistrale dal titolo La II guerra mondiale e le marocchinate subite dalla popolazione femminile, anno accademico 2020-2021, in Pensiero politico e questione femminile</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[La conversazione s’incentra sulle marocchinate subite dalla popolazione femminile nel territorio del Lazio meridionale e in particolare, in questo caso, nel Comune di Terelle, frazione di Ottaduna.  ]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[La Tesi della dott.ssa Anna Tari ha al centro il ricordo delle violenze subite dalla nonna, che dopo anni dalla sua scomparsa ha deciso di raccontare nella tesi, con il permesso della madre. Le marocchinate non sono state solo vittime, ma anche protagoniste della ricostruzione, capaci di superare la forza del pregiudizio e dell’omertà che per tanti anni ha costruito intorno alle marocchinate un muro di silenzio. Per Anna Tari, studiare e scrivere la tesi è stato come aprire un baule di ricordi, e capire come dietro al sorriso della nonna e al suo sguardo triste ci fosse un motivo che solo ora è riuscita a capire. Le urla delle donne che hanno subito violenze di gruppo, molte di più di quello che si pensa, sono state spente per l’Autrice dall’indifferenza dello Stato, dalla crudeltà mentale conseguenza di un conformismo mentale e anche dall’ostilità del territorio, sia da parte di uomini che delle donne stesse. Gli abitanti del territorio definivano le donne marocchinate come quelle ‘prese da’ o avanzi. La tesi le ha consentito di restituire dignità alla nonna e di parlare con serenità anche nella sua famiglia, sconfiggendo il silenzio e l’omertà ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[La conversazione s’incentra sulle marocchinate subite dalla popolazione femminile nel territorio del Lazio meridionale e in particolare, in questo caso, nel Comune di Terelle, frazione di Ottaduna.  ]]></itunes:summary>
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			<author>f.taricone@unicas.it (Fiorenza Taricone)</author>
			<itunes:author>Fiorenza Taricone</itunes:author>
			<itunes:keywords>II Guerra mondiale, Stupro di guerra, Marocchinate, Omertà, Ricordi di famiglia</itunes:keywords>
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			<pubDate>Tue, 26 Dec 2023 05:25:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Conversazione con Laura Miola, Laurea magistrale con la Tesi dal titolo Eleonora Fonseca Pimentel, anno accademico 2015-2016, in Pensiero politico e Questione femminile</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[La conversazione ripercorre la vita e le opere di Eleonora Fonseca Pimentel, protagonista della Repubblica partenopea. ]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[La dott.ssa Laura Miola ha approfondito la poliedrica figura della protagonista della Repubblica Partenopea alla fine del XVIII secolo. Colta, animatrice di salotti, ma anche vittima di un matrimonio infelice, e di un marito violento, è stata aiutata dal padre a uscire da una condizione umiliante. Laura Miola ha precisato di essere stata affascinata dal suo coraggio, mantenuto fino alla morte sul patibolo. Fondatrice e direttrice del giornale Il Monitore Napoletano, aveva deciso di scrivere in dialetto per farsi intendere anche e soprattutto dal popolo; è stata condannata a morte anche a causa dell’ostilità della regina Maria Carolina la quale, dopo le violenze dei giacobini e la morte sulla ghigliottina della sorella Maria Antonietta, nutriva un odio implacabile per i rivoluzionari. Laura Miola ricorda il coraggio della Fonseca Pimentel nel passare da uno stato di privilegio, frequentando la corte e la sua biblioteca, ad essere messa al bando, dopo che la Dichiarazione dei diritti dell’uomo fu sparpagliata a corte; non le fu concessa una pena di morte più dignitosa come le sue origini nobili avrebbero consentito; fu invece impiccata, e il corpo esposto per giorni al dileggio di quella plebe che voleva educare.]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[La conversazione ripercorre la vita e le opere di Eleonora Fonseca Pimentel, protagonista della Repubblica partenopea. ]]></itunes:summary>
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			<author>f.taricone@unicas.it (Fiorenza Taricone)</author>
			<itunes:author>Fiorenza Taricone</itunes:author>
			<itunes:keywords>Rivoluzione francese, Giacobini, Giornalismo, Patibolo, Borboni</itunes:keywords>
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			<pubDate>Tue, 26 Dec 2023 05:23:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Conversazione con Antonella Spiridigliozzi e la tesi di laurea triennale dal titolo La violenza di genere come arma, anno accademico 2021-2022, in Pensiero politico e questione femminile. </title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Conversazione con Antonella Spiridigliozzi e la tesi di laurea triennale dal titolo La violenza di genere come arma, anno accademico 2021-2022, in Pensiero politico e questione femminile. ]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[La dott.ssa Antonella Spiridigliozzi ha analizzato testi di epoche diverse, partendo dal diritto biblico, specificando che dalla guerra novecentesca in Vietnam, la narrazione dei conflitti è diventata pienamente mediatica. Le ragioni delle violenze sono sempre state un intreccio di motivazioni culturali, sociologiche e antropologiche, ma anche di tabù, che hanno riguardato il genere femminile, visto sempre come bottino di guerra. Le donne, pur non combattendo spesso in prima persona hanno sofferto privazioni primarie, cibo, acqua e questo denominatore comune ha riguardato nazioni vincitrici e vinte, come dimostra il caso delle donne berlinesi, sconfitte dalla Russia, costrette alla prostituzione forzata per avere una possibilità di sopravvivenza, come racconta il diario di una anonima berlinese. Negli anni ’90, con la guerra nei Balcani si è aperta una disputa politica sul corpo delle donne, con lo stupro etnico, perpetrato anche nel conflitto in Ruanda, che ha avuto una eco decisamente minore in Europa rispetto alla guerra dei Balcani. ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Conversazione con Antonella Spiridigliozzi e la tesi di laurea triennale dal titolo La violenza di genere come arma, anno accademico 2021-2022, in Pensiero politico e questione femminile. ]]></itunes:summary>
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			<author>f.taricone@unicas.it (Fiorenza Taricone)</author>
			<itunes:author>Fiorenza Taricone</itunes:author>
			<itunes:keywords>Guerre, Pace, Marocchinate, Balcani, Ruanda, Stupri etnici, Conferenze Internazionali</itunes:keywords>
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			<pubDate>Tue, 26 Dec 2023 05:15:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Conversazione con Matteo Marcaccio e la tesi di laurea su Marisa Rodano</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[La conversazione illustra i passaggi fondamentali della tesi di laurea magistrale di Matteo Marcaccio su una delle protagoniste della vita della vita sociale e politica della Repubblica]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[La Tesi magistrale di Matteo Marcaccio, discussa con la lode, cui è stata riconosciuta dignità di pubblicazione, analizza la lunga biografia politica di Marilisa Cinciari, più nota forse come Marisa Rodano, scomparsa ai primi di dicembre di quest'anno; la tesi indaga una personaggia che ha avuto per così dire un passato denso con l'Università di Cassino e Lazio Meridionale. Nel 2003, il Comitato Pari Opportunità dell'Ateneo, allora presieduto dalla sottoscritta,  la invitò, con altre studiose a tenere un seminario, i cui interventi furono raccolti in un volume; il titolo concordato era La politica come valore, perché già da allora la nostra intenzione era di far dialogare le giovani studentesse con una donna dalla vita esemplare in quanto a impegno, coerenza, attenzione alla condizione femminile. La successiva Laurea Honoris Causa  attribuita dall''Ateneo nel 2013 a Marisa Rodano costituì un riconoscimento fondamentale al suo eccezionale impegno, anche per la nascita della Repubblica, poiché gli studi universitari furono interrotti dall'arresto per antifascismo e per l'impegno nella Resistenza. La tesi affidata a Matteo Marcaccio è in un certo senso l'epilogo di questo dialogo, concluso con la sua scomparsa, ma preceduto da una singolare coincidenza. Il 1° novembre in compagnia di Daniela Carlà, con cui da anni Marisa Rodano aveva dato vita all'Accordo di Azione comune per la democrazia paritaria e oggi Noi Rete Donne, e altre componenti dell'associazione, eravamo andate trovare Marisa nella sua abitazione romana. Con noi c'era Matteo Marcaccio, che le ha mostrato la tesi a lei dedicata. Dopo poche settimane è scomparsa, ma non certamente i suoi insegnamenti. Nella tesi, Marcaccio ripercorre appunto la vita politica che s'intreccia con la sua vita privata, l'amato marito Franco Rodano, conosciuto sui banchi del Liceo Visconti a Roma e i suoi cinque figli. La famiglia non le ha mai impedito di tenere fede ai suoi impegni istituzionali a cominciare dal ruolo di giovane consigliera comunale a Roma, poi consigliera provinciale, poi deputata e prima donna vice presidente della Camera, infine eurodeputata. Intenso, e sempre ribadito l'impegno per il progresso delle donne, militando nell'Unione Donne Italiane, di cui è stata una delle mitiche fondatrici.]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[La conversazione illustra i passaggi fondamentali della tesi di laurea magistrale di Matteo Marcaccio su una delle protagoniste della vita della vita sociale e politica della Repubblica]]></itunes:summary>
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			<author>f.taricone@unicas.it (Fiorenza Taricone)</author>
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			<itunes:keywords>Unione Donne Italiane, biografia politica, Marilisa Cinciari,  Marisa Rodano</itunes:keywords>
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			<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 14:51:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Onlife: come i giovani si costruiscono un’identità (duplice) tra reale e virtuale</title>
			<itunes:subtitle><![CDATA[Intervista con LeNius]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[La preadolescenza è un periodo in cui si posano pietre importanti nella costruzione della propria identità. In questo processo, influenzato da molti fattori, l’utilizzo dei social media svolge un ruolo sempre più incisivo, soprattutto per una generazione che conduce una vita onlife, in cui reale e virtuale si fondono. Un’esistenza in cui l’immagine di sé – a partire dal corpo – è continuamente esposta, soggetta a filtri di modifica, a giudizi e confronti.

Sarebbe un errore vedere solo i lati negativi degli strumenti digitali, che possono essere risorse utili per i ragazzi e le ragazze, oltre che leve educative efficaci per gli adulti di riferimento. Allo stesso tempo, però, va presa sul serio la portata inedita del fenomeno, con le possibili minacce che nasconde.

Analizzare e comprendere come le persone più giovani fruiscono e creano i contenuti virtuali, quindi, è fondamentale per restare in contatto con loro, senza rinunciare al proprio ruolo educativo. Un simile sforzo, inoltre, è imprescindibile per pensare le politiche pubbliche e le strategie educative da mettere in campo nelle scuole, sul territorio e… in rete.

Di questo abbiamo parlato con Simone Digennaro, ricercatore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, che ha condotto un’indagine dal titolo “Corpi Duplicati: l’utilizzo dei social media tra gli under 14”. Abbiamo incontrato il suo lavoro mentre conducevamo ricerche per il progetto Erasmus+ ASAP – A systemic approach to social media and pre-adolescents through thinking skills education – guidato da Fondazione Politecnico di Milano di cui l’Associazione Le Nius è partner insieme ad altre organizzazioni italiani e estere.]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Intervista con LeNius]]></itunes:summary>
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			<author>s.digennaro@unicas.it (Simone Di Gennaro)</author>
			<itunes:author>Simone Di Gennaro</itunes:author>
			<itunes:keywords>Identità, Social network, Giovani, Vita onlife</itunes:keywords>
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			<pubDate>Sat, 28 Oct 2023 03:56:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>AGREF  Agri-food value chains efficiency and fairness</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Rendere più sostenibile la produzione degli alimenti e garantire condizioni eque alle PMI agroalimentari]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Nutrire oltre 440 milioni di cittadini europei in modo sano, sicuro e a prezzi contenuti richiede l’impegno
continuo di milioni di addetti del settore agroalimentare. Ogni giorno, oltre 10 milioni di aziende agricole,
280.000 imprese industriali e quasi un milione di dettaglianti nell’ Unione Europea lavorano a questo scopo e costruiscono insieme il sistema agroalimentare più avanzato e sostenibile del mondo. Tuttavia, le piccole e medie imprese agroalimentari non vedono sempre riconosciuto economicamente il loro ruolo fondamentale.
Garantire a tutti gli operatori remunerazioni e redditi equi all’interno di processi produttivi efficienti, sicuri e
sostenibili è una delle principali sfide che il sistema agroalimentare deve affrontare nel prossimo decennio.
L’Università di Cassino e del Lazio Meridionale è impegnata da anni, insieme alla Commissione Europea, a
sostegno delle piccole e medie imprese agroalimentari del nostro territorio, attraverso studi e ricerche volte a
evidenziare le criticità e a proporre soluzioni per giungere ad un sistema agroalimentare più equo e sostenibile. Il progetto AGREF (Efficienza ed equità nelle catene del valore agroalimentari), finanziato attraverso i fondi MUR per i Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) conferma questo impegno e vede la collaborazione delle Università della Tuscia, di Pisa e di Cassino e Lazio Meridionale. La ricerca mira ad individuare gli effetti negativi per le piccole e medie imprese agroalimentari delle pratiche commerciali inique, come ad esempio eccessivi ritardi nei pagamenti o modifiche unilaterali e improvvise di accordi già sottoscritti. I ricercatori delle Università della Tuscia, di Pisa e di Cassino e Lazio Meridionale collaborano per verificare se le pratiche commerciali inique, oltre a erodere i redditi dei produttori agricoli, possano anche dare origine a fenomeni socialmente dannosi, come il ricorso al caporalato o l’utilizzo di pratiche agricole non sostenibili.

Coordinatore scientifico, Prof.ssa Clara Cicatiello, Università degli Studi della Tuscia
Referente Università di Cassino e Lazio Meridionale, Prof. Carlo Russo]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Rendere più sostenibile la produzione degli alimenti e garantire condizioni eque alle PMI agroalimentari]]></itunes:summary>
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			<author>carlo.russo@unicas.it (Carlo Russo)</author>
			<itunes:author>Carlo Russo</itunes:author>
			<itunes:keywords>Agricoltura, Sostenibilità, Agri food</itunes:keywords>
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			<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 13:48:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Parliamo di Bullismo e Cyberbullismo</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Puntata n°5 del Podcast Facciamo Rete]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[In Italia 6 adolescenti su 10 ammettono di aver assistito ad atti di bullismo e cyberbullismo. In questo episodio approfondiremo le due tematiche in questione grazie alla collaborazione del prof. Simone Digennaro, professore presso il Dipartimento Scienze Umane, Sociali e della Salute dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, cercando di capire come lo sport possa prevenire e combattere queste situazioni.]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Puntata n°5 del Podcast Facciamo Rete]]></itunes:summary>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
			<itunes:author>Simone Di Gennaro</itunes:author>
			<itunes:keywords>bullismo, cyberbullismo, strategie educative, politiche sociali</itunes:keywords>
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			<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 13:42:00 +0000</pubDate>
			
		</item>

    <item>
			<title>ChatGPT e Wikipedia sanno molto più di me, ma non saranno mai in grado di educare”, la tecnologia cambia il nostro modo di pensare e di insegnare</title>
			<itunes:subtitle><![CDATA[Intervista rilasciata a OrizzonteScuola]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Il digitale sta cambiando molti aspetti della nostra vita, ma quanto siamo consapevoli di questi mutamenti e come regolarli? Ne abbiamo parlato con il Professor Simone Digennaro, Presidente dei Corsi di Laurea in Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Intervista rilasciata a OrizzonteScuola]]></itunes:summary>
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			<author>s.digennaro@unicas.it (Simone Di Gennaro)</author>
			<itunes:author>Simone Di Gennaro</itunes:author>
			<itunes:keywords>  educazione, onlife, corpo, scuola</itunes:keywords>
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			<pubDate>Sun, 17 Sep 2023 17:40:00 +0000</pubDate>
			
		</item>

    <item>
			<title>Sindrome dei corpi multipli</title>
			<itunes:episode>9</itunes:episode>
			<podcast:episode>9</podcast:episode>
			<itunes:subtitle><![CDATA[Nona puntata della Serie: Il Corpo e le Sue Storie]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[I social media sono diventati una parte importante delle nostre vite e della nostra quotidianità. 

Essi sono una grande fonte di informazione, di intrattenimento, di relazione e, pensando alle fasce giovanili, rappresentano degli strumenti molto potenti per la loro crescita e formazione poiché li possono aiutare, ad esempio, nello studio, nella ricerca, nella formazione di nuove relazioni sociali. 

Da più parti c’è, però,  una certa preoccupazione rispetto gli effetti negativi che questi strumenti possono determinare sui giovani. Attraverso i social media vengono in effetti promossi e esaltati dei  modelli socio-culturali che sono in grado di influenzare potentemente l’identità personale. 

Ne parliamo in modo approfondito in questa nuova puntata de ""Il Corpo e le Sue Storie""]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Nona puntata della Serie: Il Corpo e le Sue Storie]]></itunes:summary>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
			<itunes:author>Simone Di Gennaro</itunes:author>
			<itunes:keywords>corpo, società, social media, sindrome dei corpi multipli</itunes:keywords>
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			<pubDate>Mon, 17 Apr 2023 03:37:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Non è vero ciò che è vero</title>
			<itunes:episode>8</itunes:episode>
			<podcast:episode>8</podcast:episode>
			<itunes:subtitle><![CDATA[Ottava puntata della Serie: Il Corpo e le Sue Storie]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Non è vero ciò che è vero ma è vero ciò che è creduto essere vero. Forse questo è l’insegnamento principale che ci danno le scienze sociali mettendoci in guardia sulla capacità degli individui di costruire delle realtà, che non necessariamente hanno un corrispettivo oggettivo. 

La nostra esperienza del mondo è sempre influenzata dalle nostre percezioni, emozioni, dalle esperienze passate, dalla cultura e dal contesto sociale. 

Se accettiamo l’unicità dell’individuo, per cui nessun individuo è uguale ad un altro, dobbiamo accettare anche l’esistenza di tante realtà quante sono gli individui. 

La capacità dell’uomo di costruire una propria realtà è alla base di quello straordinario processo creativo che ha permesso all’umanità di andare oltre i confini della natura e di costruire delle dimensioni parallele. 

La massima rappresentazione odierna di questa capacità è rappresentata dall’intelligenza artificiale e dalla realtà virtuale: due strumenti che si trovano nella fase iniziale del loro sviluppo ma che fanno già discutere e riflettere. 

Ultimo in ordine di tempo è il dibattito su Bold Glamour il nuovo filtro di TikTok basato sull’intelligenza artificiale. Esso rappresenta l’evoluzione più avanzata dei filtri. E porta a un livello successivo una storia iniziata nel 2012, anno in cui i filtri diventano alla portata di tutti, grazie a Instagram. 

La funzione di Instagram consentiva agli utenti di migliorare le loro foto aggiungendo una leggera luminosità e saturazione. Un piccolo escamotage tecnico che oggi farebbe sorridere e che ben presto è stato sostituito da nuovi e più sofisticati filtri, capaci di intervenire in maniera radicale sulla immagine del volto e del corpo degli utenti. 

Fino all’avvento di Bold Glamour i filtri, per quanto sofisticati, non erano in grado di coprire completamente l’inganno. In un modo o nell’altro rimanevano degli elementi che in filigrana facevano intravedere la verità, il vero volto di chi si prestava al gioco del filtro. Si guardava l’immagine artefatta e si potevano notare alcuni elementi - ad esempio una sovrapposizione non esattamente allineata, o delle parti del volto che risultavano sgranate, oppure delle espressioni troppo artificiali, poco umane, ecc. - Bold Glamour, invece, utilizzando l’intelligenza artificiale riesce a coprire quasi completamente l’inganno tanto che non è più possibile distinguere la realtà dalla costruzione digitale.  

Qualcuno potrebbe derubricare questa nuova moda a un semplice gioco o passatempo. In realtà, l’utilizzo continuativo dei filtri e questi nuovi livelli di tecnologia raggiunti devono far riflettere sugli effetti che si stanno determinando sui giovanissimi. 

Una frequente alterazione della propria immagine, infatti, porta con sé tutta una serie di problematiche. Tra cui: 

Problemi di autostima: i filtri possono creare aspettative irrealistiche di come dovrebbe apparire il proprio volto e la propria immagine. Ciò può portare i giovani a sentirsi insicuri e insoddisfatti del proprio aspetto naturale. Inoltre, i filtri possono indurre a confrontarsi con delle immagini ideali e perfette, che sembrano veritiere, che circolano sui social media, creando un'ansia da prestazione e un senso di inadeguatezza.

Ci sono poi i problemi di identità: l'uso eccessivo di filtri può portare i giovani a perdere la connessione con la propria identità. I filtri possono alterare così tanto l'aspetto di una persona che diventa difficile per loro accettare il proprio aspetto naturale. Ciò può portare a una confusione dell'identità e a una perdita di senso di sé.

Tra mondo digitale e mondo reale, tra realtà percepita e realtà costruita, tra oggettività e soggettività siamo oramai giunti a un punto di svolta. Il mondo digitale, non si limita più a mescolarsi con la quotidianità ma la influenza sempre più, fino quasi a volerla sostituire. 

È arrivato il momento di approfondire questa nuova dimensione esistenziale e di costruire un nuovo umanesimo digitale, in cui gli elementi fondanti dell’essere umano trovano una loro esaltazione e non una loro sostituzione nel mondo digitale. ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Ottava puntata della Serie: Il Corpo e le Sue Storie]]></itunes:summary>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
			<itunes:author>Simone Di Gennaro</itunes:author>
			<itunes:keywords>bold glamour, filtri, identità, realtà, giovanissimi</itunes:keywords>
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			<pubDate>Mon, 13 Mar 2023 18:17:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Intervista con OrizzonteScuola</title>
			<itunes:subtitle><![CDATA[In questa intervista, curata da Fabio Gervasio di OrizzonteScuola, abbiamo approfondito il rapporto tra preadolescenti e social media. Siamo entrati nell'era dell'Iper-realtà?]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Come vivono i nostri ragazzi, quali effetti hanno i social sul loro sviluppo? Ne abbiamo parlato con il Professor Simone Digennaro, presidente dei corsi di laurea in scienze motorie presso l’università di Cassino e del Lazio Meridionale. Intervista con OrizzonteScuola]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[In questa intervista, curata da Fabio Gervasio di OrizzonteScuola, abbiamo approfondito il rapporto tra preadolescenti e social media. Siamo entrati nell'era dell'Iper-realtà?]]></itunes:summary>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
			<itunes:author>Simone Di Gennaro</itunes:author>
			<itunes:keywords>preadolescenti, social media, digitale, iper-realtà, scuola</itunes:keywords>
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			<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 14:24:00 +0000</pubDate>
			
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			<title>Il Corpo e le Sue Storie - Meno kg, più patriottismo</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Settima Puntata della Serie: Il Corpo e le Sue Storie]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Il politicamente corretto arriva anche nella Fabbrica di cioccolato, la famosa opera di Dahl da cui sono stati tratti numerosi film e adattamenti. Alcune indiscrezioni hanno lasciato intendere la volontà dell’editore Punguin di eliminare parole e espressioni potenzialmente offensive quali ad esempio vecchio o grasso. 

Si tratta di un ultimo, in ordine di tempo, tentativo di pulire la letteratura e l’arte, da espressioni una volta permesse, ma oggi giudicate non più appropriate, non adeguate alle sensibilità degli individui moderni, comunque non più conformi ai nuovi standard del vivere comune.

Dire a una persona che è grassa, non è più permesso, è offensivo, varca i limiti del rispetto delle sensibilità dell’altro. 

Anche se la persona a cui viene rivolto questo attributo è, a tutti gli effetti, senza nessun possibile fraintendimento, obeso. 

Ma perché la parola grasso può essere considerata offensiva? 

Una possibile risposta può essere ricondotta ai modelli socio-culturali che riguardano il nostro corpo, soprattutto nella cultura occidentale. E all’enorme attenzione che le società moderne dedicano al benessere individuale. 

È diventata quasi una prerogativa del cittadino moderno, come un forte vincolo sociale, quello di doversi impegnare a prendersi cura di sé stesso. Il cittadino moderno deve rimanere in forma, deve praticare sport, deve alimentarsi in maniera adeguata evitando i cibi spazzatura, deve prendersi cura della propria pelle e dei propri capelli, deve dedicare un tempo sufficiente della  giornata al riposo e al sonno…insomma, deve prendersi costantemente cura della propria persona. 

Ma non lo fa solo per sé stesso. Lo fa anche, in segno di responsabilità collettiva, per la società. Perché una persona obesa e fuori forma è un costo per la società, in quanto ad esempio, più soggetta all’insorgenza di malattie e problematiche quali il colesterolo, il diabete, l’ipertensione, ecc. 

Essere in sovrappeso è come mostrare in maniera plastica ed evidente che l’individuo oltre a non avere interesse per se stesso, non lo ha neanche per gli altri, per il vivere comune.

Manca di rispetto a una società che è costretta a doversi far carico della sua vita piena di bagordi e eccessi alimentari.. 

Per giunta, il suo aspetto fisico, chiaramente, non rispecchia i modelli socio-culturali dominanti di corpi aitanti, prestanti, ben modellati. 

In questa prospettiva, essere grasso vuol dire realizzare un triplice tradimento: verso se stessi, verso lo società e verso i modelli socio-culturali dominanti. 

Essere “accusati” di grassezza porta una serie di attributi di valori;  è come essere riconosciuto come un traditore della patria, un menefreghista, un cattivo cittadino, un individuo a cui non interessa affatto se i suoi comportamenti e le sue scelte di vita diventano un costo per gli altri.  

Forse è un’accusa troppo grande da rivolgere perfino a un cattivo di una storia.  O, per evitare di essere censurati, un diversamente buono.

Tuttavia, altri attributi che riguardano il corpo di un individuo sono ancora tollerati. È, ancora, dunque, possibile poter descrivere un personaggio - o una persona - come basso o tarchiato; oppure è possibile descrivere un nasone, o una bocca troppo larga, o dei denti aguzzi, perfino dei piedi troppo grandi, oppure troppo piccoli. 

In fondo si tratta di peculiarità a cui non può essere data nessuna responsabilità all’individuo, il quale è costretto a subirle come dono - o maledizione - della natura. Tutta al più, se c’è qualcuno a cui muovere una qualche forma di accusa, questi devono essere i suoi genitori, i quali hanno trasmesso un patrimonio genetico inappropriato. 

A loro volta potrebbero, però, tirarsi fuori da qualsiasi responsabilità, risalendo ai nonni. E così via, indietro di generazioni e generazioni fino al momento in cui qualche avo ha deciso di combinare i propri geni con un partner dal naso troppo pronunciato! 

È questione di geni, insomma. Per cui la cosa me la puoi far notare, senza che diventi un’offesa: e io ci devo stare! 

Ma essere accusato di grassezza no, non te lo puoi permettere. Nessuno può mettere in dubbio il mio amore per la patria! ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Settima Puntata della Serie: Il Corpo e le Sue Storie]]></itunes:summary>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
			<itunes:author>Simone Di Gennaro</itunes:author>
			<itunes:keywords>corpo, società, attualità, essere grassi, politicamente corretto</itunes:keywords>
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			<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 04:44:00 +0000</pubDate>
			
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    <item>
			<title>Religioni, sostenibilità e cura del creato tra meraviglia e problemi sociali</title>
			<itunes:subtitle><![CDATA[Webinar promosso dalla cattedra di Sociologia generale finalizzato a conoscere come, nello sviluppo plurisecolare delle loro dottrine, le tradizioni religiose ortodosse e cattoliche abbiano promosso i valori che presiedono alla cura del creato]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[L’impegno congiunto delle religioni cristiane per la lotta alle disuguaglianze sociali e il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile individuati dall’ONU è il tema del seminario di studio che si è svolto in modalità online venerdì 23 aprile 2021.
L’iniziativa ha voluto configurarsi come luogo virtuale di incontro: quello fra le religioni impegnate per la pace e lo sviluppo, per la salvaguardia del pianeta, la giustizia, il lavoro e l’istruzione, e per sconfiggere la povertà, la fame e le disuguaglianze. Un webinar che ha visto l’Università cassinate divenire un luogo privilegiato di sensibilità e valori condivisi; uno strumento di formazione per le nuove generazioni su un tema di particolare importanza per il futuro delle nostre società.
All’incontro hanno preso parte l’Archimandrita del trono ecumenico della Sacra Diocesi Ortodossa d’Italia e Malta padre Athenagoras Fasiolo, in rappresentanza di S.S. il Patriarca ecumenico Bartolomeo, e il vescovo di Frosinone – Ferentino - Veroli mons. Ambrogio Spreafico presidente della Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo, il quale ha tenuto una lectio sul tema della cura del creato alla luce del suo libro: Il capolavoro imperfetto. Per l’Ateneo cassinate sono intervenuti i proff. Maurizio Esposito e Alessandra Sannella, assieme al responsabile scientifico dell’evento il prof. Lucio Meglio. Partecipanti gli studenti dei corsi di laurea in Scienze dell’educazione, Lingue e Servizio Sociale.  ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Webinar promosso dalla cattedra di Sociologia generale finalizzato a conoscere come, nello sviluppo plurisecolare delle loro dottrine, le tradizioni religiose ortodosse e cattoliche abbiano promosso i valori che presiedono alla cura del creato]]></itunes:summary>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
			<itunes:author>Licio Meglio</itunes:author>
			<itunes:keywords>Religioni, Sostenibilità, Cura del creato, Disuguaglianze, Sociologia</itunes:keywords>
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			<pubDate>Sun, 26 Feb 2023 07:19:00 +0000</pubDate>
			
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			<title>Pensiero politico e questione femminile Lezione 8</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Il vento del ’68. Il neofemminismo degli anni Settanta.]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Analisi dei fermenti che hanno portato al ’68, scoppiato prima in America come protesta pacifista e come protesta antirazzista. In Italia si pensa che il femminismo come forma specifica di movimento, sia posteriore al ’68, ma il primo documento di riflessione critica del patriarcato è del 1968, il cosiddetto Demau, Demistificazione antiautoritaria. I gruppi e i collettivi, sia di destra che di sinistra sono spesso extraparlamentari, cioè fuori dei partiti che siedono in Parlamento. Per la prima hanno i nomi di Avanguardia Nazionale, Fronte della Gioventù, per la seconda, Lotta continua, Potere Operaio, Unione dei marxisti leninisti. Il femminismo rifiuta la teoria marxista secondo la liberazione femminile va collocata all’interno della questione di classe, automaticamente risolta con essa. Piccoli gruppi di autocoscienza si formano spontaneamente rifiutando ruoli esclusivamente di supporto agli uomini, preferendo un confronto libero ed emotivo esclusivamente fra donne. Da numericamente minoritario diventa di massa; spiegazione degli slogans principali del femminismo e lettura di citazioni tratte dai testi di Carla Lonzi. Recupero della presenza femminile attraverso la storia, la politica, l’arte, la scienza, la letteratura. Descrizione dei simbolismi della Casa Internazionale delle donne di Roma, frutto di una seconda occupazione del femminismo dopo la prima occupazione del cosiddetto Governo Vecchio. ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Il vento del ’68. Il neofemminismo degli anni Settanta.]]></itunes:summary>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
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			<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 04:41:00 +0000</pubDate>
			
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			<title>Pensiero politico e questione femminile Lezione 7</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[L’Italia repubblicana. Le leggi a favore della condizione femminile.]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[In Parlamento, negli anni successivi alla Costituente il quadro partitico si trasforma, alcuni scompaiono e diventano egemoni Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano. Il Movimenti femminile della DC è stato molto vivace, e la società cattolica italiana conosce grandi aperture con il Concilio Vaticano II. Gli anni che vanno dal 1950 al 1960 sono stati, contrariamente a quanto si è creduto per molto tempo, di grande fermento, grazie anche e soprattutto al lavoro delle donne in Parlamento, che hanno lavorato per proporre leggi migliorative della condizione femminile, criticando il licenziamento per matrimonio, la maternità come condizione debilitante e non come valore sociale, la distinzione fra legittimi e illegittimi, la mancanza di una pensione alle casalinghe, un salario minore rispetto a quello maschile a parità di lavoro. Approvazione nel 1958 dell’abolizione delle cosiddette case chiuse, grazie alla senatrice Lina Merlin.]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[L’Italia repubblicana. Le leggi a favore della condizione femminile.]]></itunes:summary>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
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			<itunes:keywords>Diritti civili e politici, Emancipazionismo, Femminismo, Lavoro, Liberalismo, Maternità, Misoginia, Patriarcato, Riformismo, Rivoluzione, Socialismo, Utopismo</itunes:keywords>
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			<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 04:38:00 +0000</pubDate>
			
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			<title>Pensiero politico e questione femminile Lezione 6</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Il diritto di voto e la Costituente ]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Prosecuzione del ruolo e del significato della Resistenza, la prima donna con incarichi politici nell’Italia non ancora liberata, Gisella Floreanini, ma anche il disconoscimento e sottovalutazione del ruolo avuto dalle donne; il decreto luogotenenziale sul diritto di voto, 1945, e le contemporanee iniziative delle associazioni femminili per le quali era stato ampiamente meritato, come La Federazione Italiana Laureate Diplomate Istituti Superiori, e l’Unione Donne Italiane. La partecipazione femminile alla Costituente, 21 donne, rispetto a più di 500 uomini.]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Il diritto di voto e la Costituente ]]></itunes:summary>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
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			<itunes:keywords>Diritti civili e politici, Emancipazionismo, Femminismo, Lavoro, Liberalismo, Maternità, Misoginia, Patriarcato, Riformismo, Rivoluzione, Socialismo, Utopismo</itunes:keywords>
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			<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 04:37:00 +0000</pubDate>
			
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			<title>Pensiero politico e questione femminile Lezione 5</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Modelli educativi durante il fascismo. Le oppositrici e la Resistenza.]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Ventennio fascista e scontro fra due pedagogie totalizzanti, quella totalitaria e quella cattolica. Dissenso femminile al regime, analisi delle diverse opposizioni politiche e delle partigiane protagoniste della Resistenza: da Ada Prospero Gobetti, alla cattolica e democristiana Laura Bianchini, alle comuniste Adele Bei, Marisa Cinciari Rodano, Marisa Ombra, alle socialiste Lina Merlin. La Resistenza senza le partigiane non avrebbe potuto essere tale. Il protagonismo è emerso molto tardi, grazie anche al neofemminismo degli anni Settanta. ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Modelli educativi durante il fascismo. Le oppositrici e la Resistenza.]]></itunes:summary>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
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			<itunes:keywords>Diritti civili e politici, Emancipazionismo, Femminismo, Lavoro, Liberalismo, Maternità, Misoginia, Patriarcato, Riformismo, Rivoluzione, Socialismo, Utopismo</itunes:keywords>
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			<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 04:36:00 +0000</pubDate>
			
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			<title>Pensiero politico e questione femminile Lezione 4</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Emancipazionismo, critici e sostenitori. Modelli femminili. La lotta contro la regolamentazione della prostituzione. ]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Rapporto fra élites e massa nel movimento emancipazionista italiano, il conservatorismo nella sinistra, la misoginia del modello cattolico riferibile a Eva. Associazionismo femminile per la conquista dei diritti, denominatore comune, la tutela della maternità e il diritto all’istruzione. Il divorzio come conquista divisiva. La beneficenza come porta d’accesso al sociale. La lotta per l’abolizione della regolamentazione sulla prostituzione iniziata in Inghilterra da J. Butler e proseguita in Italia da Anna Maria Mozzoni e Salvatore Morelli. Analisi delle strategie femminili come la bellezza e l’invidia come sentimento politico. Analisi del testo fortemente misogino dello psichiatra Moebius, L’inferiorità mentale della donna, nel primo Novecento, e cenni sugli epigoni italiano come Cesare Lombroso. ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Emancipazionismo, critici e sostenitori. Modelli femminili. La lotta contro la regolamentazione della prostituzione. ]]></itunes:summary>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
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			<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 04:33:00 +0000</pubDate>
			
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			<title>Pensiero politico e questione femminile Lezione 3</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Ottocento italiano. La teorica femminista Anna Maria Mozzoni. La socialista riformista Anna Kuliscioff.]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Analisi dettagliata del Codice Civile Italiano (1865) in riferimento alla condizione femminile. Analisi critica nelle opere di Anna Maria Mozzoni, lucida femminista lombarda. Traduzione della Mozzoni dell’opera di John Stuart Mill, La soggezione delle donne. Analisi del pensiero dell’altra grande protagonista della politica e dell’emancipazionismo, Anna Kuliscioff; legge sul lavoro delle donne e dei fanciulli (1902) e impegno per il voto alle donne. ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Ottocento italiano. La teorica femminista Anna Maria Mozzoni. La socialista riformista Anna Kuliscioff.]]></itunes:summary>
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			<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 04:24:00 +0000</pubDate>
			
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			<title>Pensiero politico e questione femminile Lezione 2</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Caratteristiche della famiglia sansimoniana. Predicazione e scioglimento. La seguace Suzanne Voliquin.]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Prosecuzione della spiegazione sulla dottrina sansimoniana, diffusione delle teorie mediante lezioni pubbliche, imperniate anche sulla emancipazione privata e pubblica delle donne, che partecipavano numerose. Scioglimento delle riunioni e trasferimento nella casa di Ménilmontant di Enfantin e  descrizione delle modalità quotidiane dei sansimoniani. Processo e condanna, scioglimento della famiglia sansimoniana; la figura di Suzanne Voilquin, il rapporto contraddittorio con le teorie della liberazione sansimoniane e della sua ricerca della femme-messie in Egitto. Nell’Ottocento italiano, il pensiero e la prassi di Giuseppe Mazzini, teorico dell’unità d’Italia e pensatore europeo. ]]></description>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
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			<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 04:21:00 +0000</pubDate>
			
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			<title>Pensiero politico e questione femminile Lezione 1</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[La Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina di Olympe de Gouges; Saint-Simon, e le sansimoniane ]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[La conquista dei diritti politici in Europa ha come manifesto fondamentale la Déclaration des droits de la femme et de la citoyenne, di Olympe de Gouges, pubblicata nel 1791; segna la nascita di un diritto politico sessuato, e il diritto alla parola politica per le donne come genere. La generazione successiva a quella di Olympe de Gouges e delle rivoluzionarie francesi è quelle delle sansimoniane, che si richiamano come gli allievi ad alcuni principi del maestro Saint-Simon. La scuola sansimoniana è rappresentata soprattutto da Enfantin, che mette al centro della sua predicazione oltre alla necessità della tecnologia applicata alle scienze, la soluzione della questione sociale; nel concetto di liberazione dall’ignoranza e dallo sfruttamento, la liberazione femminile è fra le più urgenti. ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[La Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina di Olympe de Gouges; Saint-Simon, e le sansimoniane ]]></itunes:summary>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
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			<pubDate>Sun, 19 Feb 2023 16:31:00 +0000</pubDate>
			
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			<title>Sono solo canzonette</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Sesta puntata della serie: Il Corpo e le Sue Storie]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[E anche sul palco più famoso d’Italia, quello dell’Ariston di San Remo, è arrivato il gender fluid. 

Rosa Chemical, con la sua canzone Made in Italy, e con le esibizioni sul palco ci ha raccontano e rappresentato forme “non convenzionali” di amore, di sesso e di relazione tra i generi.

Non che attraverso la musica e, più in generale, attraverso l’arte la questione del gender fluid non fosse già stata trattata. 

Ma in questa circostanza, considerata l’attenzione mediatica dell’evento e la forte matrice politica che contraddistingue ciò che avviene all’Ariston, il dibattito è stato piuttosto infiammato. 

Il gender fluid, con buona pace di quanti paventano di un mondo in cui non esisteranno più uomini e donne, altri non è che un fenomeno sociale che da sempre caratterizza la storia delle società. 

La grande differenza rispetto al passato sta nel modo in  cui questo processo sta avvenendo.  

Si tratta del processo di ricostruzione dei tratti culturali e sociali che vengono attribuiti al genere. Essere uomo o essere donna ha certamente una componente naturale, ma ha anche e sopratutto delle componenti sociali e culturali. 

Essere donna presuppone tutta una serie di comportamenti sociali e culturali che vengono attribuiti a questa dimensione dell’essere. Il come vestirsi, il come relazionarsi con gli altri, il modo di truccarsi, il modo di parlare, ecc. hanno dei connotati che sono definiti dalla società e dalla cultura e che generalmente ci si aspetta di trovare nei comportamenti della donna. E lo stesso vale per gli uomini. Sono delle attribuzione di genere che vengono trasmesse attraverso l’educazione e la socializzazione. 

Quando si entra in un negozio di giocattoli, ad esempio, semplicemente passeggiando tra gli scaffali dei giocattoli si possono notare delle forti attribuzioni di genere.  Per le femminucce gli scaffali sono  pieni di oggetti rosa, principesse, bambolotti; mentre per i maschietti possiamo trovare super eroi, armi, macchinine. 

Attraverso queste ed altre forme di socializzazione si costruisce quella che può essere definitiva un’identità di genere. Identità che non è mai data in maniera fissa e univoca, poiché cambia  attraverso le società e attraverso i secoli. 

Nella società attuale, dunque, non sta accadendo nulla di diverso rispetto a quanto è accaduto in passato: anche in questa epoca le identità di genere sono oggetto di revisione, cambiamento, e rinnovamento. 

Ci sono due tratti caratteristici, però: 

il primo - c’è una tendenza a una minore caratterizzazione di genere: rispetto al passato si cerca una minore dicotomia tra il maschile e il femminile: non ci sono più delle distinzioni forti nell’ambito della moda, per cui un capo non necessariamente è solo maschile o solo femminile;  oppure in ambito lavorativo si mette in discussione che determinate professioni possono essere svolte solo dagli uomini o solo dalle donne; e questo sta avvenendo in tanti altri ambiti, per cui queste distinzioni diventano fluide; 
il secondo-  questa stessa fluidità finisce anche per riguardare il modo di comportarsi, gli atteggiamenti, le scelte nell’ambito della sessualità, ecc.: c’è dunque una tendenza tra le nuove generazioni ad assumere delle identità fluide, che possono adattarsi a seconda delle circostanze. 

Del resto ce lo aveva raccontato lo stesso Pirandello: le sue maschere rappresentano la frantumazione dell'io in identità molteplici. E il tentativo di adattamento che ogni individuo mette in atto sulla base del contesto e della situazione sociale in cui si trova.

I giovani di oggi si trovano a vivere in un contesto sociale molto fluido, per cui non deve sorprendere se essi finiscono per assumere delle identità fluide. ]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Sesta puntata della serie: Il Corpo e le Sue Storie]]></itunes:summary>
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			<author>casi@unicas.it (Unicas)</author>
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			<itunes:keywords>corpo, gender fluid, identità, genere, pirandello</itunes:keywords>
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			<pubDate>Sun, 12 Feb 2023 18:29:00 +0000</pubDate>
			
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			<title>Il corpo e le sue storie</title>
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			<itunes:subtitle><![CDATA[Si tratta di una serie di podcast, con uscita bisettimanale, in cui vengono affrontati i temi di attualità avendo come punto privilegiato di osservazione il corpo. Puntata 5]]></itunes:subtitle>
			<description><![CDATA[Nei giorni della memoria riecheggia con grande vigore la domanda che accompagna da decenni il genere umano. Sin dai primi istanti in cui si ebbe una maggiore contezza dell’orrore della Seconda Guerra Mondiale ci si è domandati: come è stato possibile l’Olocausto? Come è stato possibile per il genere umano concepire una tale disumanità?

Le tracce di una possibile risposta, tra le tante, forse si trovano in Primo Levi. In Se questo è un uomo, Levi ci descrive i primi momenti vissuti nel campo di concentramento: «Ciascuno è rimasto nel suo angolo, e non abbiamo osato levare gli occhi l’uno sull’altro. Non c’è ove specchiarsi, ma il nostro aspetto ci sta dinanzi, riflesso in cento visi lividi, in cento pupazzi miserabili e sordidi. Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengano tolti la sua casa, le sue abitutini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di digniità e di discernimento, poiché accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso; tale quindi, che si potrà a cuor leggero, decidere della sua vita o della sua morte».

Con le parole di Levi percepiamo la completa e totale oggettivazione del corpo di un individuo. La totale riduzione a un semplice ammasso di ossa e muscoli, a un pupazzo di cui si può disporre a proprio piacimento.

Su un corpo oggetto, disumanizzato, è possibile fare esperimenti, infliggere punizioni, costringerlo a eseguire lavori estenuanti, perfino eliminarlo, ridurlo in cenere.

Solo così, solo riducendo l’individuo al suo involucro di carne e ossa, è possibile eliminare qualsiasi forma di pietas umana, la quale impedirebbe anche al più convinto aguzzino di levar mano su degli esseri umani in maniera così sistematica e seriale.]]></description>
			<itunes:summary><![CDATA[Si tratta di una serie di podcast, con uscita bisettimanale, in cui vengono affrontati i temi di attualità avendo come punto privilegiato di osservazione il corpo. Puntata 5]]></itunes:summary>
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			<author>s.digennaro@unicas.it (Simone Di Gennaro)</author>
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			<pubDate>Sat, 11 Feb 2023 03:57:00 +0000</pubDate>
			
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